LA FESIK NELLA WUKO

 

Dopo i mondiali junior organizzati nel 2004, la situazione nella Wkc è andata progressivamente deteriorandosi. Il Presidente Fritz Wendland, dopo aver annunciato più volte la volontà di lasciare la carica, aveva comunicato che il suo ritiro sarebbe avvenuto a Fortaleza in Brasile in occasione del 4° Campionato del Mondo e del Congresso elettivo Wkc.

 

Resosi conto che la maggioranza delle nazioni aderenti non avrebbe votato per il suo candidato, sentendosi in minoranza il presidente dimissionario ha tentato un colpo di mano convocando a Belgrado un Congresso privo di qualsiasi presupposto legale.

 
La stragrande maggioranza delle nazioni aderenti alla Wkc si è però schierata per la legalità ed il Chairman Carlo Henke è subentrato, a norma di Statuto, nel ruolo di presidente reggente.

 
Al Congresso di Fortaleza il Chairman ha illustrato la spaccatura avvenuta nell’ambito della Wkc in due confederazioni aventi stesso logo e sigla: una perdita di immagine che ha travolto quella che era l’organizzazione mondiale emergente. Henke ha invitato il Congresso a scegliere tra due opzioni: la strada di una battaglia legale di sicuro esito positivo ma dilungato nel tempo - il processo sarebbe potuto durare anche oltre 5 anni al pari di quello che ha coinvolto la Jka - oppure cambiare nome e logo rinunciando a continuare nell’ambito di una sigla ormai penalizzata nell’immagine.


Queste le sue parole: “La Wkc si è rotta in due tronconi e, anche se la stragrande maggioranza dei suoi membri è qui con noi, l’immagine è perduta: anche se siamo nel giusto ritengo sia meglio voltare pagina”. Il Chairman ha comunicato che, al fine di dare al Congresso un’opportunità di scelta, ha legalmente registrato a livello mondiale un nuovo logo ed il nome di quella che è stata la più famosa tra le organizzazioni mondiali di tutti i tempi, la

 

W.U.K.O. : World Union of Karate-do Organizations,


abbandonata da oltre due lustri. La Wuko è stata la prima organizzazione mondiale di karate in assoluto: fondata nel 1970 dal miliardario giapponese Ryoshi Sasakawa e dal Presidente francese Jaques Delcourt, si è sciolta nel 1993 con la fondazione della Wkf. La Wuko ha scritto tutte le pagine più gloriose della storia del karate moderno, ha organizzato 11 Campionati del Mondo, nei suoi ranghi ha riunito tecnici quali Nakayama, Nishiyama e Shirai.


Il nuovo logo è stato registrato a livello internazionale all’Ufficio Brevetti al pari del nome: Carlo Henke ha messo a disposizione delle oltre cinquanta nazioni presenti a Fortaleza una struttura che non ha avuto rivali al mondo per quasi un quarto di secolo. La proposta è stata accolta con emozione ed entusiasmo dai membri Wkc presenti, quasi tutti facenti parte della disciolta Wuko di un tempo. Il Congresso Wkc ha quindi votato per l’adesione alla nuova sigla confermando Statuto e cariche con il solo cambio del nome, 22 Giugno 2005: la WUKO torna ai vertici del Karate nel mondo con FESIK membro fondatore in rappresentanza dell’Italia.


Il Congresso Wuko ha quindi modificato lo Statuto adattandolo alle norme di Legge degli enti no-profit, ha introdotto un articolo che prevede la richiesta del riconoscimento Olimpico da parte del CIO per un karate unificato ed ha preso atto della volontà del Chairman Carlo Henke di non accettare cariche nel Consiglio Direttivo. Su proposta dello stesso Henke è stato eletto Presidente il brasiliano Osvaldo Messias de Oliveira.


Cinque i vice presidenti: Angel Martinez Duato (Spagna), Liviu Crisan (Romania), Nestor Parreno (Argentina), Henrique Silva (Portogallo) e Roberto Bani (Italia). Chairman delle cinque organizzazioni continentali sono stati nominati Koos Burger (Sud Africa) per l’Africa, Hanumantha Rao (India) per l’Asia, Steve Elers (Nuova Zelanda) per l’Oceania, Liviu Crisan (Romania) per l’Europa, Edmond Otis (Usa) per l’America del nord e Nestor Parreno (Argentina) per l’America del sud. Concluse le elezioni, all’unanimità il Congresso ha nominato Carlo Henke Presidente Onorario della Wuko a vita e coordinatore. Il Presidente della Fesik è stato anche incaricato dei contatti con il CIO, Comitato Olimpico Internazionale, per un futuro riconoscimento del Karate quale disciplina olimpica.

Denise Henke
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